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#meno985, presidio di Confartigianato: “Cambiate passo o sarà la morte delle piccole imprese”

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Mille ceri, allestiti in piazza per simboleggiare la scomparsa di 985 imprese marchigiane. Un’immagine evocativa della grave situazione che sta vivendo il tessuto produttivo regionale, con Confartigianato che ha voluto dar voce e speranza alle attività produttive, organizzando il primo febbraio 2021 una manifestazione a Civitanova Marche. Il titolo, “#meno985 – La morte delle piccole imprese”.

Il presidio realizzato è stato un efficace megafono, che ha mantenuto alta l’attenzione sulla grave crisi innescata dallo scoppio della pandemia. Il tutto è stato reso possibile grazie ad imprenditori ospiti, che hanno deciso di scendere in piazza e farsi portavoce del malessere collettivo.

Sono infatti 985 le imprese che il sistema Marche ha perso in un anno. Nel 2020, a fronte di 6.749 iscrizioni, abbiamo registrato 7.734 realtà che hanno chiuso i battenti. I nostri territori hanno così salutato il 2021 senza altre 985 storie di impegno e passione, sogni e aspettative. Tutto svanito nell’annus horribilis del Covid-19.

Il tessuto produttivo è in forte difficoltà, quasi tutti i settori sono al collasso. Il Pil marchigiano è sceso del 9,2%, le esportazioni sono crollate del 15,4%. Il momento buio sembra non lasciare spiragli di futuro a chi vuole aprire la propria attività. Rispetto all’anno precedente, nel 2020 le nuove iscrizioni hanno segnato un meno 2.120 unità.

Entrando nello specifico dei dati provinciali: Ancona registra un saldo di -378 (1.792 iscrizioni, 2.170 cessazioni); Pesaro-Urbino di -281 (1.486 iscrizioni e 1.767 cessazioni); Macerata di -237 (1.512 iscrizioni e 1.749 cessazioni); Fermo di -73 (921 iscrizioni e 994 cessazioni); Ascoli Piceno di -16 (1.038 iscrizioni e 1.054 cessazioni).

I prossimi mesi saranno ancora più neri, perché questi dati sembrano essere il preludio di un pesante crollo: se non agiamo prontamente, potremo davvero decretare la morte delle nostre imprese.

L’iniziativa si è aperta con un minuto di silenzio nel ricordo delle vittime della pandemia.

Ad introdurre gli interventi degli imprenditori, il presidente territoriale, Renzo Leonori.

 “Le chiusure – le sue parole – hanno stravolto l’esistenza dei lavoratori, e se questi sacrifici non si interromperanno quanto prima, le conseguenze saranno immani. La salute viene prima di tutto, ma al contempo dobbiamo preservare anche il principale patrimonio economico, che è la nostra imprenditorialità. Durante le festività le nostre saracinesche sono state tenute abbassate, ma il numero di infezioni non è certo diminuito. Anzi. Ci chiediamo allora quali siano le evidenze scientifiche che continuano ad essere portate avanti per la chiusura o apertura di una data attività. Solo comprendendo le ragioni si potranno attivare concrete azioni di contrasto. Serve un vero cambio di passo – ha continuato Leonori -, che mantenga vivo il mondo produttivo. Non c’è alternativa, non c’è futuro. Vi chiediamo di interrompere questo alternarsi schizofrenico di chiusure-aperture,  lasciando aperte tutte le attività e ripristinando al più presto quelle ancora chiuse. Gli imprenditori rispettano da sempre tutti i dovuti protocolli igenico-sanitari, nel proprio interesse e nell’interesse di ogni cliente. Se necessario, sono anche bendisposti a misure ancora più restrittive. Ma lasciateli lavorare. Intensificate i controlli e sanzionate chi non rispetta le regole, basta sparare sul mucchio”.

Confartigianato Imprese Macerata – Ascoli Piceno – Fermo